Tra le numerose possibili complicanze post-estrattive del terzo molare inferiore, la parestesia del nervo alveolare inferiore, sia essa transitoria o permanente, è quella maggiormente temuta e in gran parte determinata da fattori anatomici quali: Nella foto in alto: Terzo molare inferiore sinistro a contatto con il canale mandibolare Ruolo dell'operatore Va infatti preliminarmente chiarito che …
Tra le numerose possibili complicanze post-estrattive del terzo molare inferiore, la parestesia del nervo alveolare inferiore, sia essa transitoria o permanente, è quella maggiormente temuta e in gran parte determinata da fattori anatomici quali:
- la profondità di inclusione del dente
- la presenza di osso da rimuovere distalmente al terzo molare
- l’inclinazione del dente del giudizio (ovvero se verticale o inclinato oppure orizzontale)
- la tipologia di inclusione ossea (ovvero se il dente sia completamente incluso o semi incluso) e, per ultimo, ma non per questo meno importante
- l’abilità tecnica dell’operatore.
Nella foto in alto: Terzo molare inferiore sinistro a contatto con il canale mandibolare
Ruolo dell’operatore
Va infatti preliminarmente chiarito che l’operatore ha un’importante responsabilità nell’estrazione del dente del giudizio e che deve dare inizio alla procedura chirurgica estrattiva solo dopo aver preso attentamente visione degli esami radiografici (specie della TAC, in caso di dubbi sulla contiguità delle radici del dente con il canale mandibolare), degli esami ematici, della strumentazione chirurgica presente e naturalmente della presenza di un assistente alla poltrona o di un infermiere.
Ciò premesso, le complicanze che si possono avere a seguito di questo intervento vanno suddivise in due gruppi ossia quelle transitorie e quelle permanenti, con percentuali di parestesia post estrattive che variano, a seconda delle ricerche scientifiche, tra l’1.3% e il 7.8%.
La maggior parte di esse tende a risolversi spontaneamente nel giro di 6 – 12 mesi con una percentuale però di lesioni che permangono per sempre superiore all’1%.

Estrazione dei germi
Il germe dentario viene definito come l’abbozzo dentario da cui si svilupperà o dal quale si sta sviluppando il dente.
L‘estrazione dei germi e dei terzi molari con sviluppo radicolare incompleto comporta, fortunatamente, una minor incidenza di complicanze post-operatorie perché il processo di formazione radicolare raramente ha già stretto un rapporto di coinvolgimento con il canale mandibolare.
Si può prevenire questa complicanza?
La prevenzione delle alterazioni sensoriali a carico del nervo alveolare inferiore passa attraverso un’accurata valutazione clinica e radiografica del dente del giudizio e dell’area su cui esso insiste, un disegno di lembo accurato, uno scollamento e una retrazione del lembo (mantenendo sempre lo strumentario chirurgico a stretto contatto col piano osseo), la rimozione di osso e specialmente la sezione del dente del giudizio, procedura questa che facilita assai l’estrazione del dente stesso.
Va ricordato che tutte le estrazioni vanno sempre eseguite in assenza di placca batterica e cioè dopo aver praticato una igiene professionale (o detartrasi).
Naturalmente l’abilità tecnica e l’esperienza clinica dell’operatore, sia nella fase di preparazione che nell’esecuzione di tale procedura, sta alla base della riuscita dell’intervento. Inoltre la conoscenza dei propri limiti tecnici è sempre una garanzia sia per il paziente che per l’operatore stesso.
Conclusioni
Le lesioni dei nervi tutti dell’arcata inferiore a seguito dell’estrazione del dente del giudizio sono complicanze importanti che portano ad un deficit sensitivo dell’emi-labbro inferiore omolaterale e che possono e devono essere evitate mediante un attento esame clinico e radiografico dell’area in esame o ricorrendo ad altra tecnica, quale quella dell’ortodonzia estrattiva (LINK) ogni qualvolta appaia una stretta contiguità delle radici del terzo molare con il canale mandibolare.
Ricordiamo che in caso di danno permanente esiste la possibilità di ricostruire microchirurgicamente l’alveolare inferiore mediante un innesto nervoso.
Il paziente dovrà comunque essere informato e, nel caso decida per l’estrazione, dovrà esprimere il proprio consenso informato scritto a tale procedura.
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