Resveratrolo prevenire parodontite Studio odontoiatrico Luigi Checchi Bologna

L'ossidazione è una reazione chimica che trasferisce elettroni da una sostanza ad un ossidante. Durante questa reazione chimica si possono produrre radicali liberi che diventano responsabili di reazioni a catena che danneggiano le cellule, fenomeno questo che prende il nome di stress ossidativo. L'antiossidante, o agente riducente, interviene captando questi radicali liberi e così facendo …

Prof. Luigi Checchi
Prof. Luigi Checchi

Medico chirurgo. Professore ordinario F.R. di Parodontologia ed Implantologia, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Odontoiatria e Protesi Dentaria, ha conseguito la specializzazione in Parodontologia presso la University of Southern California di Los Angeles. E' autore di numerose pubblicazioni in lingua italiana ed inglese.

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L’ossidazione è una reazione chimica che trasferisce elettroni da una sostanza ad un ossidante. Durante questa reazione chimica si possono produrre radicali liberi che diventano responsabili di reazioni a catena che danneggiano le cellule, fenomeno questo che prende il nome di stress ossidativo.

L’antiossidante, o agente riducente, interviene captando questi radicali liberi e così facendo fa ossidare se stesso, insomma ossidandosi cattura radicali liberi. Al fine di contrastare questo fenomeno il corpo umano utilizza degli anti-ossidanti quali ad esempio il glutatione (combinazione di 3 aminoacidi), prodotto naturalmente dal fegato, e l’ubichenolo.

Stress ossidativo e parodontite

Questo fenomeno di ossidazione avviene anche nella malattia parodontale, malattia dei tessuti che circondano il dente e che può definirsi come una delle patologie ubiquitarie più diffuse al mondo (40-50%), che vede in un gruppo di batteri patogeni la causa primaria di tale patologia.

Al paziente, all’igienista e al parodontologo spetta il compito primario di combattere questa malattia: il paziente con un’igiene domiciliare “ottimale”, le altre due figure con l’igiene professionale e la terapia causale.

In verità questa malattia presenta risvolti assai più complicati di quanto viene comunemente descritto, con un esordio silente ed una cronicizzazione lenta nel tempo che la rende difficilmente autodiagnosticabile se non con visite specialistiche routinarie. Appare quindi importante l’utilizzo, sia preventivamente che nelle fasi terapeutiche e di mantenimento, di molecole “smart” in grado di spegnere o attenuare questi processi infiammatori.

Nel passato abbiamo ricordato la curcuma, potente antinfiammatorio, i pufa come antifiammatori antiossidanti e protettori del nostro cervello, e la vitamina C, basilare non solo come antiossidante ma anche come acceleratore dei processi di guarigione e cicatrizzazione a seguito di terapie chirurgiche parodontali.

Resveratrolo – integratore per prevenire la parodontite

Oggi invece vogliamo focalizzare la vostra attenzione sul resveratrolo, fenolo prodotto da alcune piante (vite, more, cacao) per difendersi da batteri o funghi. Questa molecola “longevity” è stata isolata da David Sincleir, docente dell’Harvard Medical School, ed è una molecola che accende un gene della longevità (almeno nei modelli di studio animale) il SIR2 (silent information regulator2) aumentando la sensibilità all’insulina (cioè entra più zucchero nelle cellule e diminuisce quello nel sangue).

Insomma un gene, il SIR2, che silenzia le vie genetiche dell’invecchiamento.

Sembrerebbe inoltre che il resveratrolo abbia un’azione attiva sul grasso viscerale convertendolo in energia.

I rapporti scientifici fra malattia parodontale e resveratrolo sono numerosi ma quasi sempre basati su modelli di studio animale e non umani, ed in base a queste ricerche, che potete rintracciare in bibliografia, si è notata una sua azione antibatterica verso il Porphyromonas gingivalis, proprietà anti proteasi ed anti aderenza nonchè di protezione della barriera dei cheratociti.

Anche contro l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, uno dei germi parodontalmente più attivi nell’indurre malattia parodontale, il resveratrolo si è dimostrato efficace pur non essendo ancora chiarito il meccanismo d’azione.

Inoltre, tutti gli studi scientifici sono concordi nel rilevare una diminuzione della perdita ossea dell’infiammazione gengivale nonchè proprietà antiossidanti a seguito di assunzione di resveratrolo.
Tutte queste evidenze scientifiche puntano quindi a consigliarci un utilizzo quotidiano di tale prodotto sia a scopo preventivo sia come coadiuvante nella terapia causale della malattia parodontale.

Alimentazione e controllo della parodontite: il video


Bibliografia: